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Firouzeh Khosrovani sulla censura in Iran

Firouzeh Khosrovani è una giornalista e documentarista iraniana, che il 3 ottobre è intervenuta insieme a Masoud Behnoud, giornalista iraniano, e Petr Lom, regista ceco, autore del documentario Letters to the President, durante la conferenza dedicata alla questione Iraniana e intitolata Iran-La rivoluzione che verrà, nell’ambito del Festival del giornalismo di Internazionale, a Ferrara.

Qui un frammento del suo intervento, letto alla platea del Teatro Comunale di Ferrara, in cui con molta ironia smaschera i burocratici e assurdi meccanismi della censura iraniana.

Un pomeriggio di Rumoroso Silenzio

In un pomeriggio estivo, in una data fondamentale per la storia della nostra vecchia Europa, il 14 luglio, mi sono ritrovata a protestare insieme a 200 persone contro il DDL Alfano.

Il Decreto, prevede, fra le altre cose, il diritto di chiedere la rettifica di un’informazione data su qualunque sito on-line. Se la rettifica non viene fatta entro 48 ore, il proprietario del sito (o del blog, o della pagina su facebook, o twitter) potrà ricevere una sanzione fino a 13 mila euro.

Ma perché pubblicare oggi la cronaca di quella giornata? Perché oggi, come due mesi fa, la libertà di espressione è in pericolo.

A distanza di poco più di due mesi, arriva infatti un nuovo tentativo di imbavagliare la rete, questa volta firmato Gaetano Pecorella ed Enrico Costa.

Il nuovo DDL prevede di applicare alla rete la legge di stampa del 1948, scritta dall’Assemblea Costituente.
L’onorevole Enrico Costa così lo riassume:

“I gestori di tutti i siti internet dovranno, infatti, pubblicare le informazioni obbligatorie di cui all’art. 2 della Legge sulla stampa, procedere alla nomina di un direttore responsabile (giornalista) in conformità a quanto previsto all’art. 3, provvedere alla registrazione della propria “testata” nel registro sulla stampa presso il tribunale del luogo ove “è edito” il sito internet così come previsto all’art. 5, aver cura di comunicare tempestivamente (entro 15 giorni) ogni mutamento delle informazioni obbligatorie pubblicate e/o richieste in sede di registrazione (art. 6), incorrere nella “sanzione” della decadenza della registrazione qualora non si pubblichi il sito entro sei mesi dalla registrazione medesima o non lo si aggiorni per un anno (art. 7), soggiacere alle norme in tema di obbligo di rettifica così come disposto dall’art. 8 che il DDL Pecorella intende modificare negli stessi termini già previsti nel DDL Alfano e, soprattutto, farsi carico dello speciale regime di responsabilità aggravata per la diffusione di contenuti illeciti che, allo stato, riguarda solo chi fa informazione professionale.”

La questione però è che in Italia, i siti giornalistici sono già organizzati con un responsabile giornalista e operano secondo la legge del 1948 , dunque, così formulato questo decreto legge, non farà altro che attaccare e colpire i singoli cittadini che decidono di avere un blog, per raccontare la realtà senza dover essere iscritti a un albo.
Siamo dunque testimoni di un altro attacco istituzionale, ben mirato e con lo scopo di mettere a tacere i punti di vista diversi, per cancellare la possibilità di esprimere il dissenso, per imporre ancora una volta poche voci dominanti.

Sobre la censura en Internet

Desde el mes de febrero en Egipto habían detenido un jovén estudiante, Diaeddine Gad porqué al gobierno no le parecian adecuadas las opiniones que expresaba en su blog sobre la guerra en Gaza y a favor de los palestinos.

La liberación del blogger se dio a partir de una denuncia hecha el 10 de marzo por el Centro de Doha para la libertad de información, en donde se evidenciaba al gobierno egipcio como “enemigo de internet” deteniendo a aquellos a los que considera disidentes y empleando técnicas de hostigamiento, asegura también que en la actualidad son más de 100 los bloggers que se encuentran en la mira del gobierno.

Eso, me parece, que evidencie el miedo que el poder tiene por el nuevo (en ese caso representado por las nuevas tecnologiasy en que encuentran espacio la rebeldia la protesta) y que a través de internet se puede llegar a expresar libertades y a enseñar imagenes o videos, que a veces y en algunas situaciones sociales y politicas no encuentran espacio.

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Vlogger, libertad y censura

Yoani es Cubana, en 2008 Times la señaló como una de las personas más influyentes del planeta, y su influencia se mide por la desaprobación que su blog genera en el govierno Cubano.

Yoani el 31 de marzo, con otros blogueros cubanos y otros personajes influyentes, a pesar de que intentaran apagarles los micrófonos, han sido protagonista de un evento histórico en la isla caribeña: todos juntos, durante un importante festival del Habana, en la Performance de Tania Bruguera, han dado vida a una manifestación en contra de la censura, y ya hoy mismo el vídeo, gracias a la web, se ha difundido y ha sido visto por miles de personas.

“La isla real ha pasado a ser una isla virtual” para volver a expresarse de manera más libre… y ese mensaje, gracias a las herramientas de Internet, está dando la vuelta del mundo.

¿Qué internet sea realmenta la nueva manera de dar voz a todos los puntos de vistas?